Baseolo ─ 9 ─ Di nuovo insieme

Amanda si stava muovendo lentamente verso la plancia, sperava di non dover ricorrere alla violenza ed era indecisa su come comportarsi. Arrivata alla plancia la trovò vuota, chiunque fosse che la pilotava era andato da qualche altra parte, questo le lasciava il tempo di controllare la rotta.

Si avvicinò al computer di bordo e con pochi comandi si fece tracciare la rotta impostata, era stata fortunata, andavano nella stessa direzione, anzi proprio sullo stesso pianeta. Ma non era possibile, chi sarebbe andato su quel pianeta dove non c’era nulla. Le venne una terribile intuizione e corse nelle cuccette.

La prima era vuota, la seconda anche ma nella terza c’era qualcuno che riposava, qualcuno che conosceva e da cui cercava di fuggire, era Baseolo. Rimase basita e poi scoppiò a ridere. Baseolo si svegliò al suono della sua risata, allarmato, ma poi vide che era lei e capì cosa era successo e anche perché lei stava ridendo e si mise a ridere anche lui. Se qualcuno li avesse visti avrebbe pensato che erano pazzi.

Dovevo immaginarlo che anche tu avresti avuto la mia stessa idea ─ disse Amanda dopo un po’─ in fondo non sei diverso dal solito, è quello che avresti fatto. Non so cosa fare con te, volevo che restassi all’accademia per il tuo bene e per il mio, ma il destino ha deciso diversamente.

Mi spiace di aver rovinato i tuoi piani ─ rispose Baseolo con una espressione che mostrava apertamente il suo dispiacere ─ ho preso questa nave per permetterti di liberarti di me e invece ho scombinato i tuoi piani. Non preoccuparti, quando arriveremo sul pianeta ci separeremo, possiamo studiare un piano che ci permetta di esserci utili senza dover contare uno sull’altro.

Amanda sembrò riflettere ma aveva già deciso che andava bene, anzi, andava meglio di come pensava lei, avrebbero potuto organizzarsi in modo che lui creasse un diversivo e le permettesse di accedere al laboratorio del dott. Marcel più facilmente.

Va bene, sono d accordo, andiamo a mangiare qualcosa e poi studiamo un piano di azione ─ così dicendo si avviò verso il lato opposto della nave dove avrebbe dovuto trovarsi la mensa, senza girarsi per vedere se Baseolo la stesse seguendo.

Lui si alzò con calma, era rimasto seduto sul letto tutto il tempo, si diresse verso il bagno e si rinfrescò, non era riposato ma c’era tempo. Poi, sempre con calma, si avviò verso la mensa rimuginando sulla missione e su come rendersi utile, voleva veramente aiutare Amanda.

Arrivato alla mensa la trovò impegnata a litigare con un replicatore. Era eccezionale con la tecnologia ma con il replicatore non si capivano mai, il pasto che usciva non era mai quello che lei aveva pensato impostando i parametri.

Stupida macchina, sei forse stata programmata da una scimmia? ─ Amanda era furiosa, probabilmente stava sfogando la tensione per la difficile missione sul replicatore ─ ci riuscirebbe anche un lavandino a fare quello che chiedo.

L‘arrivo di Baseolo evitò che i replicatore fosse distrutto, non sapeva come, ma intuì quello che Amanda voleva e digitò i comandi. Dopo meno di un minuto erano sul tavolino con due piatti fumanti davanti, brodo con le polpette, il preferito da lei anche se lui non sapeva di saperlo.

Mangiarono in silenzio evitando anche di guardarsi, entrambi avevano una sensazione strana, non nuova ma sicuramente non la provavano da tempo e in qualche modo la temevano. La missione era più importante di loro, continuavano a ripetersi.

Finito di mangiare Amanda prese l’iniziativa e cominciò a spiegare il suo piano ─ il laboratorio è una struttura quadrata con diversi ingressi, tutti sorvegliati all’esterno da telecamere e all’interno dall’esercito del dott. Marcel ─ Baseolo l’ascoltava incantato, fissava le sue labbra mentre parlava e faticava a concentrarsi ─ il terreno intorno sarà sicuramente disseminato di sensori di ogni tipo, sarà difficilissimo avvicinarsi senza essere visti, sei daccordo?

Baseolo si riscosse e la guardò negli occhi, erano dei profondissimi occhi castani ─ si, hai ragione sarà difficile, per questo penso che ci conviene entrare dall’alto, penso che potremmo arrivare sopra il laboratorio, dove dovrebbe esserci un accesso solitamente utilizzato per portare all’esterno i residui, tu scendi al volo e io proseguo attirando il loro fuoco. Dovresti riuscire ad entrare facilmente ma una volta dentro dovrai cavartela da sola.

Aveva pronunciato l’ultima parte come se fosse preoccupato per lei e probabilmente lo era. Amanda pensò al passato e pensò che anche se non era lui…accidenti, cosa andava farneticando, certo che era lui, non era il momento di rimuginare, doveva pensare alla missione ─ si, mi sembra un buon piano, mi lascerai lì e andrai per la tua strada.

Cercò di essere brusca ma il tono la tradì e se ne accorse anche Baseolo ─ non essere in collera con me, ti aiuterò come posso ─ Baseolo combatteva il desiderio di abbracciarla e baciarla, era successo tutto così velocemente, così inaspettatamente. Si alzò per spezzare l’incantesimo e si voltò verso gli armadietti, prese una bottiglietta e bevve, non sapeva cosa stava bevendo ma ne aveva bisogno.

Amanda cercava di controllare le sue emozioni, doveva essere professionale, non doveva lasciarsi andare ma ogni parte del suo corpo urlava di desiderio. Non poteva permetterlo. ─ non pensare che sia in debito con te perché mi stai aiutando ─ disse con voce dura ─ sei un semplice autista, non ti devo nulla ─ dopodiché lo baciò con passione.

Maurizio

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