Baseolo ─ 17 ─ Catturati

Erano rimasti tutti in silenzio, Carlo aveva aperto la bocca per parlare e non l’aveva ancora richiusa. Sapeva che il dott. Marcel stava facendo esperimenti con i viaggi nel tempo ma nessuno sapeva di suoi esperimenti sulla clonazione.

Carlo era stato aggiornato proprio prima di partire e non potevano esserci state variazioni di così grande portata in qualche settimana. Inoltre gli esterni erano già li quando lui era partito quindi la clonazione era già stata fatta.

Gli venne in mente un’idea che pian piano divenne sempre più convincente, il dott.Marcel non aveva fatto viaggi nel tempo riportando le persone dal passato, le aveva clonate! In qualche modo era riuscito a far funzionare la clonazione ma poichè non era utile al suo scopo l’aveva spacciata per viaggi nel tempo.

Poteva essere, questo quadrava completamente con gli eventi, il veterinario venuto dal passato era una copia fatta nel passato e così pure quell’agente, Baseolo, quello era un clone che si era ritrovato sul pianeta arboreo senza memoria, l’originale probabilmente era morto in quella messinscena.

Questa era una notizia positiva per il pianeta centrale, ora avrebbero potuto combatterlo, ma c’era il problema degli esterni che erano intenzionati a distruggere tutta la galassia, doveva convincerli a richiamare la sfera e far risolvere a loro il problema.

Carlo si rivolse all’astale che aveva parlato per ultimo ─ Noi non sapevamo degli esperimenti del dott. Marcel sulla clonazione, ora che lo sappiamo possiamo intervenire. Per favore, richiamate la sfera e permetteteci di tornare al nostro pianeta, risolveremo la questione in breve tempo, distruggeremo l’intero lavoro del dott. Marcel e ve lo consegneremo per la punizione.

L’astale non cambiò minimamente espressione e si limitò a dire ─ No, la sentenza c’è stata e sarà eseguita. ─ detto questo si smaterializzò assieme ai suoi. Nella stanza erano rimasti solo i sette.

─ Non possiamo arrenderci ─ esordì Gabriele, ci sarà qualcosa che possiamo fare. ─ Gli altri lo guardarono, la pensavano tutti come lui ma nessuno aveva idea di come risolvere la faccenda. Se gli Astali si rifiutavano di ascoltare loro non avevano nessun mezzo per convincerli.

Quasi tutti iniziarono a passeggiare avanti e indietro con la mente in subbuglio e nella speranza di avere qualche idea. Dopo un tempo che a loro parve interminabile Sonia ruppe il silenzio ─ sabotiamo la nave ─ disse ─ siamo dentro quindi forse riusciamo a fermarli, proviamo a fare esplodere qualcosa, magari la sfera di energia, senza più controllo, continuerà sulla sua rotta senza esplodere.

─ Non abbiamo altre soluzioni ─ disse Barbara e quasi contemporaneamente Marziol ─ E’ l’unica cosa che possiamo tentare, io ci sto ─ tutti assentirono e guardarono Carlo che era indeciso, era l’unica soluzione che avessero ma era un suicidio e non poteva accettare che i suoi amici perdessero la vita.

Il silenzio era diventato pesante, Carlo era rigido per la tensione e gli altri erano tutti in attesa e lui doveva dare una risposta. Con un forte sforzo di volontà prese la decisione ─ facciamo esplodere il motore dell’Aurora Volante, sarà abbastanza per distruggere questa nave. Hanno bloccato il nostro computer impedendoci di azionare le armi ma non potranno fermare un’esplosione di quella potenza che avviene all’interno.

Risalirono sulla pedana e in pochi secondi si ritrovarono davanti al portellone e poi subito tutti dentro. Sonia e Marziol si diressero verso la sala macchine seguiti da tutti gli altri tranne Elisa che passò dalla mensa a prendere una bottiglia di whisky invecchiato 25 anni che teneva per le grandi occasioni.

Amanda li guardava, guardava Baseolo e gli altri due Baseolo, non sarebbe riuscita a distinguerli se non fosse stato per l’abbigliamento. C’era qualcosa che le sfuggiva, sicuramente il dott. Marcel aveva clonato Baseolo ma perché e come aveva fatto. Si chiedeva quanti ce ne fossero e la cosa che più le struggeva il cuore era sapere che fine aveva fatto il vero Baseolo.

La loro nave non era danneggiata e viaggiava veloce, Baseolo non aveva detto una parola da quando erano partiti e non aveva ancora deciso la destinazione, stava proseguendo diritto nella traiettoria che gli era servita per fuggire e ora non sapeva come procedere.

─ Da come ti comporti immagino che tu sei uno di quelli a cui il dott. Marcel ha cancellato la memoria ─ disse uno degli uomini vestito con maglietta gialla e pantaloni bianchi ─ io e lui ─ disse indicando l’altro vestito allo stesso modo ─ abbiamo tutte le informazioni che aveva l’originale fino al momento della cattura, sappiamo che ne aveva fatte diverse di copie ma non sappiamo dove sia l’originale. Chiamami Terzo, era il nome con cui ci distinguevamo fra di noi quando ci capitava di stare insieme, e questo è Settimo.

Baseolo rimase ancora in silenzio, queste informazioni erano utili, necessarie, ma oltre a confermargli che lui era solo una fotocopia di un uomo sottolineavano che lui non aveva nemmeno tutte le informazioni, che il suo cervello aveva subito delle cancellazioni.

Non capiva perché ci tenesse tanto ad essere l’originale, non gli era mai importato ma ora era diverso, adesso c’era Amanda e lui non voleva perderla, non voleva che scegliesse una versione di lui più completa.

Baseolo decise che non poteva soffrire ancora così, quell’angoscia lo stava uccidendo e doveva fare qualcosa. Stava per ruotare la sua poltrona quando vide lo schermo della plancia svuotarsi, farsi completamente nero. Cosa stava accadendo? Non si sentiva più alcuna vibrazione l’indicatore di posizione indicava tutto a zero, non sapeva dov’erano.

Amanda capì subito che qualcosa non andava, pigiava sui tasti della console ausiliaria nella speranza di ottenere qualcosa dai sensori, ma questi indicavano solo che non c’era nulla all’esterno.

Il suono del comunicatore la fece sussultare e solo al secondo suono premette il pulsante di attivazione. Una voce molto dolce uscì dal comunicatore ─ Benvenuti sulla nostra nave, siamo gli Astali, una razza proveniente da una galassia molto molto lontana. Non abbiamo intenzione di farvi del male, eravate sulla nostra traiettoria e vi abbiamo raccolti per non distruggervi.

─ Quali sono le vostre intenzioni? ─ Baseolo prese subito in mano la situazione ─ cosa avete intenzione di fare con noi? ─ La risposta non tardò ad arrivare ─ Vi terremo al sicuro nel nostro magazzino fino al momento in cui starà per esplodere la vostra galassia, vi rimetteremo all’esterno qualche secondo prima, così non avremo alterato il vostro destino.

Baseolo rimase stupito da quelle parole ma non si perse in congetture ─ possiamo parlare di persona? Noi usiamo presentarci di persona ed offrire ospitalità, vorremmo conoscervi e parlare della situazione.

Non aveva finito di parlare che Baseolo e gli altri tre si ritrovarono in una piccola stanza in compagnia di tre uomini e quattro donne vestiti di viola. L’aspetto era umano anche se una maschera copriva il loro volto, le tuniche lasciavano intravvedere i corpi e quelli delle donne erano davvero belli, pelle color ebano e curve.

─ Benvenuti ─ disse uno di loro facendosi più vicino ─ avete ragione, ci stavamo comportando da maleducati, purtroppo non abbiamo molto tempo, la vostra galassia sta per essere distrutta e noi dobbiamo riportarvi all’esterno in tempo.

Anche Baseolo fece un passo vanti prima di rispondere ─ Non ci teniamo ad essere presenti al momento della distruzione ma non capisco cosa possa distruggere la nostra galassia, non c’è nessun pericolo in questo momento che possa minacciarla

L’astale riprese ─ il pericolo viene da noi, la vostra galassia è stata condannata all’estinzione perchè una delle vostre menti ha creato una macchina per la clonazione e l’ha utilizzata centinaia di volte, dovete essere distrutti tutti.

Il cervello di Baseolo lavorava febbrilmente, quindi erano loro a voler distruggere la galassia e la causa era il dott. Marcel, non sapeva chi li aveva nominati giudici dell’universo ma non sarebbe servito a nulla mettersi a discutere con chi aveva preso una decisione così definitiva, l’unica possibilità era offrirgli un’alternativa.

Baseolo riprese a parlare ─ Voi ─ disse indicando con il braccio il gruppo di alieni ─ Voi avete deciso di distruggerci e probabilmente è la soluzione corretta ma io sono la vittima e forse mi è concesso di parlare e partecipare alla decisione. Io sono un clone, creato dal dott. Marcel per i suoi torbidi scopi. Io sono una vittima delle sue azioni e forse non è giusto che voi decidiate come punirlo senza farmi partecipare.

─ Tu sei sicuramente una vittima, ma non sei un clone, tu sei l’originale anche se non ti ricordi nulla di quel periodo, probabilmente ti hanno cancellato la memoria proprio per non farti ricordare di essere stato clonato. Cosa vorresti per la tua vendetta? ─ chiese l’astale che aveva parlato prima.

─ Voglio uccidere l’uomo che mi ha fatto questo, ho già distrutto il suo lavoro e le sue macchine, non c’è più traccia e ora devo solo eliminare il dott. Marcel e tutto tornerà com’era e voi non sarete costretti ad accollarvi la morte di miliardi di persone.

L’astale si girò di spalle, e così fecero anche gli altri alieni. Erano immobili per quello che si poteva vedere da dietro ma probabilmente stavano comunicando. Amanda si torse le dita per la tensione, era in gioco il loro futuro e lei era stranamente felice, non della situazione, ma perché lui era il suo Baseolo era lui, ora non aveva dubbi.

Gli alieni si voltarono e questa volta fu una donna a parlare ─ Vi ringraziamo per l’offerta, non ci è mai piaciuto distruggere la vita, abbiamo deciso di accettarla ma a condizione che l’uomo responsabile lo consegnate a noi vivo ed entro 24 ore. La vostra nave non può raggiungere il pianeta centrale in così breve tempo.

─ Abbiamo a bordo ─ continuò la donna ─ un altro gruppo di umani della vostra galassia, loro hanno una nave molto più veloce, vi trasferiremo su quella e vi lasceremo andare. Se fra 24 ore ci porterete il colpevole la vostra galassia sarà salva.

Sonia stava nuovamente nella posizione preferita di Marziol che però non riusciva ad apprezzarla in questo momento. Estrasse un ulteriore cavo e disse ─ siamo pronti, ora collego questo e l’Aurora Volante esploderà.

─ Aspetta, disse Elisa, avevo lasciato questa bottiglia per festeggiare una grande occasione, credo che questa sia l’ultima che avremo. ─ Passò la bottiglia a Carlo e diede ad ognuno un bicchiere.

─ Amici ─ disse Carlo quando tutti ebbero in mano il bicchiere e lui lo ebbe riempito ─ siamo compagni ma soprattutto siamo amici, si potrebbero dire tante cose in questo momento, ma non abbiamo il tempo, una sola cosa voglio dirvi, morirò con voi, voi che siete le persone migliori con cui vivere.

Detto questo alzò il bicchiere seguito da tutti gli altri ─ baroon ─ dissero tutti quando i bicchieri furono in alto e bevvero. Poi si guardarono per un ‘ultima volta e bevvero un altro sorso. Il liquore ora riscaldava il loro corpo e si sentivano meglio, anche se non poteva ancora aver fatto effetto. Ora guardavano tutti Carlo e con sguardo sereno lo invitavano a dare l’ordine.

Sonia prese in mano i cavi, uno per ogni mano, pronta a collegarli e a segnare la loro fine. Carlo stava per dare il segnale quando alle loro spalle una voce li fermò ─ spero non vi spaventiate per la nostra improvvisa apparizione, gli Astali ci hanno trasferito da voi, dobbiamo correre sul pianeta centrale a catturare il dott. Marcel, è l’unico modo per salvare la galassia.

Maurizio

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